Arts and Culture Magazine

Release yourself, don’t fight the feeling!

20 marzo 2012 by Redazione
Il secondo album dei Graham Central Station rappresenta uno snodo fondamentale nello stile della band, a mezza via tra soul e rock ed evoca tutta l’eccentricità del suo leader, Larry Graham.

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Erano gli anni ’60 e ’70 e San Francisco ribolliva. C’erano i movimenti gay, i fumetti di Robert Crumb, e c’erano anche gli Sly & the Family Stone, un gruppo rivoluzionario, formato da bianchi e da neri, uomini e donne, fatto di soul, rock, funk, gospel e chi più ne ha più ne metta.

Il loro bassista era Larry Graham, che nel 1969 scrisse la storia del basso elettrico nel brano Thank you (Falettinme be mice elf agin), in cui il basso è suonato non pizzicando le corde, ma percuotendole col pollice (slapping) e rendendo il ritmo ancora più intenso, incalzante ed irresistibile. Sfortunatamente, il successo e la droga insinuarono gravi problemi all’interno del gruppo, tant’è che il disco There’s a riot going on (1971) può essere quasi considerato un album solista del solo Sly. Quando il gruppo si disgregò definitivamente nel 1973, Graham raccolse alcuni musicisti, tra cui anche alcuni membri della Family Stone, e fondò i Graham Central Station.

Thank you (Falettinme be mice elf agin):

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Da qui partì un’avventura musicale di successo, anche se non leggendaria, che ha portato il gruppo alla pubblicazione di sette dischi tra il 1973 ed il 1979. Dopodiché, Larry Graham intraprese una carriera solista, suonò per Prince ed è attivo ancora oggi in ambito musicale.

Release Yourself (1974) è il secondo album della band di Graham e contiene in sé sia i legami con il primo disco e con la musica di Sly & the Family Stone, sia i semi delle evoluzioni future.

La prima traccia, GCS, è un’overture dedicata all’ascoltatore, seguita dalla title-track, che spalanca immediatamente il funk gioioso, dinamico e solare del gruppo. Got to go through to get to it e I believe in you abbassano leggermente il ritmo, giocando sull’alternanza tra i cori e la voce di Larry Graham, profonda ed avvolgente come un asciugamano bagnato, ma mai oscura o triste. ’tis your kind of music è invece un brano quasi ipnotico, marcato dall’uso di effetti elettronici e dal contrasto tra la voce di Graham e quella di Patricia Banks, alias Chocolate, voce femminile del gruppo. Lo stile torna frizzante in Hey Mr. Winter, dove Larry Graham si dedica ad uno slap sfrenato e a gorgheggi bizzarri; l’allegria continua poi in Feel the need. Chiude il disco Today, inno di amore alla musica, canzone che per le sue intro di tastiere e gli assoli di chitarra può dirsi quasi più vicina al progressive che al funk.

Interessante è notare anche alcune caratteristiche generali dell’album: lo slap che imperversa quasi ovunque, il funk esplosivo e muscolare, la ricerca di effetti sonori anomali, le trovate eccentriche. I testi, positivi e leggeri, tutti scritti da Graham stesso eccetto Feel the need, parlano di amore e di musica con semplicità.

In Release yourself convivono le sonorità gospel e soul gioiose che i Graham Central Station avevano già mostrato nel loro primo album – e che Larry Graham portava avanti già dalla discografia con Sly & the Family Stone – insieme a derive più rock, che pure il gruppo aveva già fatto sentire, ed a bizzarrie elettroniche o del canto. Nella discografia successiva, questi ultimi due aspetti si accentueranno ed il suono dei Graham Central Station diventerà ancora più esplosivo (come in Earthquake, 1977) e condito di trovate stravaganti (come il canto yodel in Pow, 1978).

Release yourself non è un classico, ma sicuramente è un disco godibile ed interessante, soprattutto per gli amanti di Sly & the Family Stone e della musica più fisica ed energetica.

di Massimo Mantovani

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