Arts and Culture Magazine

Il Museo di Cipro (parte I) – Breve storia del Museo

7 aprile 2012 by Alessio Costarelli
Una breve storia della formazione della collezione del principale museo archeologico della Repubblica Democratica di Cipro.

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Dei numerosi musei, regionali e locali, presenti sul territorio insulare, il Museo di Cipro a Nicosia è il maggiore e più ricco. In esso (comprendente anche una biblioteca colma di circa 10.000 volumi) confluiscono ogni anno diverse centinaia di reperti dai numerosi siti archeologici in corso di scavo. La più che secolare storia della raccolta consente al museo di possedere un’immensa quantità di reperti, molti dei quali rinchiusi in deposito nonostante i recenti ampliamenti; coi suoi laboratori e pubblicazioni sotto l’egida del Dipartimento per le Antichità (una branca del Ministero delle Comunicazioni e del Lavoro), si pone come fulcro internazionale per lo studio dell’arte e della civiltà cipriota, ruolo sancito definitivamente col “Simposio Internazionale sull’Archeologia Micenea” tenutosi a Nicosia nel 1972.

Fino alla seconda metà del XIX sec., l’unica tipologia di scavo archeologico di fatto esistente a Cipro era quella dei tombaroli, secondo un copione tristemente comune a diverse parti del mondo, in primis la celebre Valle dei Re in Egitto. La dominazione ottomana aveva enormemente facilitato questa pratica, consentendo a numerosi privati e musei internazionali di arricchire le proprie collezioni; l’esempio più eclatante fu quello del diplomatico italiano Luigi Palma di Cesnola (giunto del 1865 come Ambasciatore USA) il quale, anche con l’intento di rivalutare agli occhi del mondo la screditata ed in gran parte sconosciuta arte antica cipriota («Cesnola tentò disperatamente di convincere l’arte mondiale che quanto egli stava rinvenendo a Cipro, specialmente per quanto riguarda la scultura, non era affatto inferiore alle più grandi opere della scultura greca» V. Karageorghis, in “Die Sammlung…” op. cit., p. 23), riuscì ad accumulare una grandissima quantità di reperti (circa 35.000) di inestimabile valore; la sua collezione è oggi interamente esposta al Metropolitan Museum of Art di New York. L’avvento dell’amministrazione inglese nel 1878 cominciò ad imporre un minimo di legalità e criterio negli scavi, ma il risultato non cambiò molto: invece dei tombaroli, erano ora le diverse missioni archeologiche internazionali operanti sul territorio ad inviare numerosi tesori ai rispettivi musei in patria, pratica che non può non ricordarci l’opera di spoliazione dell’Acropoli di Atene operata da Lord Thomas B. Elgin tra il 1803 ed il 1812 a tutto vantaggio del British Museum (che acquistò i cosiddetti “Elgin Marbles” nel 1816 per la modica somma di 35.000 sterline), che anche nel presente caso fu il maggior “beneficiario” dei reperti ciprioti, dopo aver sponsorizzato nuove campagne di scavo tra il 1890 e il 1896.

Solo l’iniziativa privata di due archeologi – Sir John Myres e Max Ohnefalsch-Richter – permise nel 1888 la nascita del primo museo in Victoria Road e la pubblicazione di un catalogo l’anno seguente. L’ufficializzazione della collezione museale si ebbe tramite la promulgazione, da parte del governo inglese, di due “leggi sulle antichità” nel 1905 e nel 1935 e la nomina di un primo curatore nel 1912; ma la costruzione del palazzo che a tutt’oggi accoglie il Museo di Cipro fu iniziata nel 1908 e completata nel 1924.

La collezione si arricchì notevolmente fra il 1927 e il 1931, grazie soprattutto agli scavi su ampia parte del territorio effettuati dalla Swedish Cyprus Expedition guidata dal prof. Einar Gjerstad, la quale rivoluzionò tutte le precedenti acquisizioni in materia di archeologia cipriota. La catalogazione generale non fu sempre facile, anche perché succube di un disordine che si acuì con la messa in sicurezza dei reperti durante la Seconda Guerra Mondiale. Il patrimonio museale si accrebbe ulteriormente dopo il 1950, in modo direttamente proporzionale al notevole aumento di missioni straniere, e dopo il 1960 con l’indipendenza cipriota. Una prima esauriente guida al museo fu finalmente pubblicata nel 1946 dall’allora curatore ed eminente studioso Porphyrios Dikaios e, con la sua terza edizione nel 1961, rimane a tutt’oggi l’opera più puntuale.

di Alessio Costarelli

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Un Commento a “Il Museo di Cipro (parte I) – Breve storia del Museo”

  1. […] potete andare su CLAMM Arte a leggere l’ultimo post dell’OP, diviso in tre parti, I sulla storia del museo, II sull’arte cipriota in generale e III sulla collezione del museo. […]

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