Arts and Culture Magazine

Favole e sogni vittoriani nel mondo di Arthur Rackham

11 novembre 2011 by Lady Lindy
La storia di Arthur Rackham, l’illustratore dei sogni che aprì le porte all’arte del futuro.

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Nella complessa età vittoriana, che paradossalmente regalò all’Inghilterra grande modernizzazione e grande miseria, furono molti i talenti artistici a fiorire. La voglia di evasione da una realtà facile solo apparentemente era tangibile, le contraddizioni stridenti si facevano sempre più insopportabili: questo è il clima sociale e culturale in cui nacque Arthur Rackham, artista ed illustratore che respirò l’aria della seconda metà dell’Ottocento.

L’interesse per l’arte si manifestò sin da ragazzo, e lo spinse a studiare alla Lamberth School of Art di Londra. Prima erano solo bozzetti, scarabocchi di qualità ma pur sempre per diletto, poi dal 1893 arrivarono le prime commissioni serie. Perché i libri di favole vendevano tantissimo, perché c’era bisogno di sognare, perché i romanzi sono il genere letterario del secolo, e da che mondo è mondo le edizioni più chic sono quelle illustrate. Rackham cattura e fa suoi i principi artistici fondamentali del Fairy Painting, apice dell’escapismo vittoriano che esalta atmosfere oniriche, fantastiche, mondi incantati dove tutto è possibile. L’attenzione maniacale per i dettagli e la natura in generale influenza, e allo stesso tempo è influenzata, dai “cugini” Preraffaeliti (che tanto scalpore destarono nelle menti benpensanti della borghesia inglese), però con un intento meno didascalico e filosofico. Gli elementi della flora, le linee dinamiche e ondulate, le figure che sembrano prendere vita dal foglio sono il seme di quel grande movimento artistico denominato poi Art Nouveau (in Italia stile floreale, o più comunemente liberty) che germoglierà nei primi anni del Novecento.

Figure shakespeariane, ninfe, fate, bambini, fauni e folletti…  soggetti eleganti, onirici, belli anche se a volte dovrebbero rappresentare delle creature inquietanti. E’ vero, sono creati per il puro piacere degli occhi, ma non si accontentano di fare da semplice contorno ad una storia: loro stessi vogliono essere la storia, ed è così che Rackham concepiva le sue illustrazioni. Anche la tecnica, con le sue intuizioni, si sviluppò e fece da modello per le future generazioni; la fedeltà alla natura che non ha nulla da invidiare alla macchina fotografica, l’iniziale profilo del disegno, i più piccoli particolari evidenziati con l’inchiostro proveniente dall’India (“il gioiello della Corona inglese”), le silhouettes, le ispirazioni giapponesi delle stampe antiche.

Il grande successo che per fortuna Rackham ebbe il tempo di godersi anche in vita, come succede a pochi artisti, forse derivò dalla capacità tipica delle sue opere di colpire anche l’occhio più inesperto e ingenuo, ma anche più sognatore, come quello di un bambino immerso nelle fiabe. Del resto, quando i tempi sono duri, anche gli adulti non disdegnano la fuga in universi fantastici.

di Lady Lindy

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Posted in: Monografie Artisti |

4 Commenti a “Favole e sogni vittoriani nel mondo di Arthur Rackham”

  1. hetschaap scrive:

    Lindy! Brava! Bellissimo articolo, complimenti. E grazie 😉

  2. Silvana scrive:

    Molto belle le illustrazioni che corredano il post.

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